Sono state aperte nel 1998 per gli orfani che hanno terminato la scuola di base e raggiunto la “maggiore età”. Verranno estese dal prossimo anno ai ragazzi e ragazze dei villaggi che hanno superato l'esame “UNESCO”.
L'istruzione prevede una parte teorica, ma privilegia il momento della pratica, sotto forma di laboratori e cantieri scuola, nei quali i ragazzi di Ayuub e dei villaggi agricoli dimostrano un grande impegno ed un'ottima manualità. - apparecchiature originali per il sollevamento dell'acqua dai pozzi; - saracinesche (50) per impianti irrigui con la parte in ferro, viti di manovra comprese, realizzata in officina e le strutture in cemento armato costruite sul fiume all'imbocco dei canali: opere fondamentali, che permettono finalmente di regolamentare l'irrigazione e di impedire l'entrata nei canali della prima piena, che deposita limo nei canali e sala i terreni (lo Shabeelle, a metà circa del suo corso, dilava grandi depositi salini); - ponti (15) su canali in corrispondenza di attraversamenti stradali, vitali per il trasporto dei prodotti della campagna;
- gli edifici pubblici del Villaggio Ayuub, tra cui i “montrulli”, chiamati così perché utilizzano per il tetto il sistema architettonico del trullo: costruzioni in materiali locali, “ecologiche” perché non si consuma legname (raro e deperibile a causa delle termiti) e straordinariamente fresche perché al posto delle piastre di Alberobello, che lì non esistono, si utilizzano blocchetti impastati con materiale altamente coibente: la pietra pomice facilmente reperibile sulla vicina spiaggia dell'Oceano Indiano.
I ragazzi della scuola agraria, mentre studiano, producono già parte del cibo per le loro famiglie. La scuola di taglio e cucito (che ha a disposizione una trentina di macchine da cucire donate da amici di Trento e Provincia) ha già “diplomato” una quarantina di sarte, che hanno affinato tecnica e gusto anche grazie ai consigli ed incoraggiamenti che provengono dalle scuole gemelle italiane, dove si organizzano mercatini con prodotti inviati dalla Somalia. Tutti gli orfani “adulti” si sono organizzati in cooperative con cariche elettive. Un gruppo di ragazze ha già aperto autonomamente un laboratorio-scuola nel capoluogo della Regione ed altrettanto ha fatto un gruppo di giovani falegnami.
Per i giovani orfani diplomati in agraria, una campagna lanciata nel dicembre 2000 allo scopo di dare a ciascun orfano un piccolo appezzamento di terra, ha fornito il denaro per l'acquisto di 150 ettari di terra, che è già tutta messa in produzione. Con l'aggiunta di altri appezzamenti e la costruzione di infrastrutture per l'irrigazione, darà alla maggior parte dei ragazzi sopravvissuti alla tragedia del '92 la possibilità di guardare serenamente al loro futuro. |
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