Istruzione

5000 bambini da ammettere alla I elementare perché analfabeti anche a 15 anni (SONO DIVENTATI POI 7500),
200-300 insegnanti somali da stipendiare perché le comunità, pronte a costruire i capannoni per le aule, non erano certamente in grado di farlo e non esisteva un governo.

Cosa poteva fare un’organizzazione privata, impegnata oltre i limiti nel settore dell’acqua?

Ma quei bambini erano analfabeti a causa, vergognosamente, del lavoro minorile nelle piantagioni italiane e da più di due anni assistevano a lezioni spaventose di violenza: senza scuola il loro futuro più probabile sarebbe stato quello delle bande armate…

Due anni, si diceva, poi ci sarà pure un governo… invece non c’è ancora, e siamo già al VI anno, sempre per merito degli amici e di un contributo della CEI, che però quest’anno ha esaurito il budget.

Ci siamo trovati ogni anno, e lo siamo particolarmente oggi, con l’acqua alla gola, ma pieni di grandi soddisfazioni anche per le scuole, che vivono da qualche anno un’esperienza particolare:
i gemellaggi con le scuole italiane, soprattutto trentine e altoatesine.

Da qui partono messaggi di solidarietà e di incoraggiamento, sussidi didattici preparati in parte dagli stessi studenti, ed anche qualche aiuto economico realizzato con mercatini scolastici e mostre di materiale inviato dagli amici della scuola gemella.

Di ritorno c’è la conoscenza diretta di ambienti, etnologie, culture diverse, viste da un’angolazione molto sensibilizzante e costruttiva, la soddisfazione di essere utili a chi ha infinitamente di meno, la scoperta, attraverso le immagini di feste e giochi inviate dalla Somalia, che si può vivere serenamente anche con molto poco e che ci si diverte, forse meglio, senza quanto la “civiltà” dei consumi offre.