L'Associazione

La vita dall'acqua potabile

Il WFL (Water for Life - Acqua per la Vita - Biyuhu waa Nolol) è un' associazione "non profit" fondata a Trento nel 1987 da un gruppo di somali e italiani amici del prof. Elio Sommavilla allo scopo di contribuire alla soluzione di alcuni drammatici problemi del terzo mondo, in particolare quello della scarsità, dell' inquinamento e della salinità dell' acqua, causa determinante del basso livello di salute e del ritardato sviluppo economico di parecchi paesi africani. Negli anni 80, attraverso i geologi che hanno aderito al WFL, l'associazione si è dedicata, soprattutto in Somalia, allo studio delle risorse idriche ed ha portato a termine con successo una serie di progetti in cui sono stati sperimentati e collaudati metodi originali di ricerca e tecnologie appropriate di sfruttamento delle falde.
 

La tragedia del '92

I primi di febbraio del '91, mentre gli ultimi italiani fuggivano dalla Somalia, Sommavilla riuscì a raggiungere Mogadiscio e a prendere visione della drammatica situazione creata dalla guerra civile. Rientrando in Italia riferì alla stampa, alla televisione e in parecchie conferenze quanto aveva visto, tentando di convincere governo e organismi non governativi ad intervenire con urgenza in aiuto alla popolazione e ai movimenti che allora tentavano di costruire una nuova Somalia. Diceva che se non lo si faceva immediatamente, di là a non molto "sarebbero occorsi i bulldozer per seppellire i morti", una predizione che meno di un anno dopo si era purtroppo già avverata. Il mondo ha aspettato inutilmente il primo gesto dall' Italia, ma gli amici in affari di Siad Barre non si sono mossi, e quando finalmente si è intervenuti era ormai troppo tardi.

La lenza e il pesce

Il WFL ha deciso di fare quanto gli era possibile, scegliendo la filosofia della "lenza" al posto del "pesce".
La regione bagnata dai fiumi Shabeelle e Jubba, senza più il traffico delle banane, interessante per pochi ma non per le masse affamate, presentava un potenziale produttivo di mais, sorgo e sesamo notevolissimo. Bastava far arrivare l'acqua fino ai villaggi e non fermarla, come prima, in corrispondenza delle piantagioni di banane, perché la pioggia non è sufficiente e purtroppo nel bel mezzo della guerra civile è mancata per due stagioni.